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	<description>Le arti marziali e l'antica via del guerriero come ricerca per la realizzazione della coscienza di sè</description>
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		<title>Ju jitsu</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 22:31:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ju jitsu     Il Jūjutsu (柔術), conosciuto anche come Jujitsu, è un&#8217;arte marziale giapponese il cui nome significa letteralmente jū: flessibile, cedevole, morbido e jutsu: arte, tecnica, pratica. Veniva talvolta chiamato anche taijutsu (arti del corpo) oppure yawara (sinonimo di jū).Il jūjutsu era praticato dai bushi (guerrieri) che se ne servivano per giungere all&#8217;annientamento fisico [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemarziale.wordpress.com&amp;blog=4851869&amp;post=45&amp;subd=artemarziale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<div id="bodyContent"><!-- start content --></div>
<div class="icona del titolo" style="z-index:100;right:10px;position:absolute;top:12px;">
<div style="overflow:hidden;width:25px;position:relative;height:40px;">
<div style="font-size:150pt;z-index:3;left:0;overflow:hidden;line-height:100px;position:absolute;top:0;"><a title="Unicode" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Aiuto:Unicode"><span title="Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.">   </span></a></div>
<div style="z-index:2;left:0;position:absolute;top:0;"><a class="image" title="Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui." href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Nuvola_mimetypes_charnotfound.PNG"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/6/63/Nuvola_mimetypes_charnotfound.PNG/25px-Nuvola_mimetypes_charnotfound.PNG" border="0" alt="Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui." width="25" height="25" /></a></div>
</div>
</div>
<p>Il <strong>Jūjutsu</strong> (柔術), conosciuto anche come <strong>Jujitsu</strong>, è un&#8217;arte marziale giapponese il cui nome significa letteralmente <em>jū</em>: flessibile, cedevole, morbido e <em>jutsu</em>: arte, tecnica, pratica. Veniva talvolta chiamato anche<strong> taijutsu</strong> (<strong>arti del corpo)</strong> oppure <strong>yawara</strong> (sinonimo di jū).Il jūjutsu era praticato dai <strong>bushi</strong> (<strong>guerrieri</strong>) che se ne servivano per giungere all&#8217;annientamento fisico dei propri avversari provocandone anche la morte,a <strong>mani nude</strong> o con armi. Il <strong>jūjutsu</strong> è un&#8217;arte di <strong>difesa personale</strong> che basa i suoi principi sulle radici del nome originale <strong>giapponese</strong>: <strong>HEY YO SHIN KORE DO</strong>, ovvero &#8220;il morbido vince il duro&#8221;. In molte<strong> arti marziali</strong>, oltre all&#8217;equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel Ju Jitsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall&#8217;avversario. Più si cerca di colpire forte, maggiore sarà la forza che si ritorcerà contro. Il principio, quindi, sta nell&#8217;applicare una determinata tecnica proprio nell&#8217;ultimo istante dell&#8217;attacco subito, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l&#8217;avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto.</p>
<table id="toc" class="toc" border="0" summary="Indice">
<tbody>
<tr>
<td> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://artemarziale.files.wordpress.com/2008/10/page0_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-47" title="page0_1" src="http://artemarziale.files.wordpress.com/2008/10/page0_1.jpg?w=390&#038;h=290" alt="" width="390" height="290" /></a><a id="Descrizione" name="Descrizione"></a></p>
<h2><span class="mw-headline">Descrizione</span></h2>
<p>Il jujutsu è un&#8217;antica forma di <strong>combattimento</strong> di origine giapponese di cui si hanno notizie certe solamente a partire dal XVI secolo quando la scuola <strong>Takenouchi</strong> (竹内流) produsse una codificazione dei propri metodi di <strong>combattimento</strong>. Ma certo l&#8217;origine del jujutsu è molto più antica e la definizione, durante tutto il periodo feudale fino all&#8217;editto imperiale del 187 che proibì il porto delle spade decretando così la scomparsa dei <strong>samurai</strong>, si attribuiva alle forme di combattimento a mani nude o con armi (armi tradizionali, cioè spada, lancia, bastone, etc.) contro un avversario armato o meno, praticate in una moltitudine di scuole dette <strong>Ryū</strong>, ognuna con la propria specialità. <strong>Bastone</strong>,<strong> Sai</strong> e<strong> Nunchaku</strong> diventano armi, ma nascendo da semplici attrezzi da lavoro. Il bastone infatti serviva a caricare i secchi, i Sai servivano per la brace, mentre il Nunchaku era un semplice strumento usato per battere il riso. Le armi erano inaccessibili ai civili, e quest&#8217;ultimi adattarono nell&#8217;uso i pochi strumenti che avevano a disposizione, usandoli appunto per difendersi.</p>
<p>Si distinguevano perciò le scuole dedite all&#8217;uso del <strong>tachi</strong>, la<strong> spada tradizionale giapponese</strong>, quelle maggiormente orientate alla lotta corpo a corpo, fino alle scuole di nuoto con l&#8217;armatura, <strong>tiro con l&#8217;arco</strong> ed equitazione. Quest&#8217;ultime costituivano la base dell&#8217;addestramento del samurai, espressa dal motto <em><strong>Kyuba No Michi</strong></em>, la via (michi) dell&#8217;arco (kyu) e del cavallo (ba), che più tardi muterà nome in <strong>bushido</strong>. Una caratteristica che accomunava tutte queste scuole era l&#8217;assoluta segretezza dei propri metodi e la continua rivalità reciproca, poiché ognuna professava la propria superiorità nei confronti delle altre.</p>
<p>In un paese come il Giappone, la cui storia fu un susseguirsi di continue <strong>guerre tra feudatari</strong>, il ruolo del guerriero rivestì una particolare importanza nella cultura popolare, e con esso il jūjutsu. La difesa del territorio, la disputa di una contesa, la protezione offerta dal più forte al più debole sono solo alcuni dei fattori che ne hanno permesso lo sviluppo tecnico, dettato dalla necessità di sopravvivenza.</p>
<p>Con l&#8217;instaurarsi dello shogunato <strong>Tokugawa</strong> (1603-1867), il Giappone conobbe un periodo di relativa pace: fu questo il momento di massimo sviluppo del jūjutsu, poiché, privi della necessità di combattere e quindi di mantenere la segretezza, fu possibile per i vari <strong>Ryū</strong> organizzarsi e classificare i propri metodi. Anche la gente comune comincia a interessarsi e a praticare il<strong> jūjutsu</strong> poiché la pratica portava un arricchimento interiore dell&#8217;individuo, data la relazione intercorrente con i riti di meditazione propri del buddismo zen. Ma la cultura guerriera era talmente radicata nella vita dei Giapponesi da spingere i samurai a combattere anche quando non ve n&#8217;era l&#8217;effettiva necessita. Ciò portava a volte all&#8217;organizzazione di vere e proprie sfide chiamate <strong>Dōjō <em>Arashi</em></strong> (tempesta sul <strong>dōjō</strong>), in cui i migliori guerrieri si confrontavano in modo spesso cruento.</p>
<p>La caduta dell&#8217;ultimo shōgun e il conseguente restauro del potere imperiale causarono grandi sconvolgimenti nella vita del popolo: i giapponesi, che fino a quel momento avevano vissuto in completo isolamento dal resto del mondo, ora si volgevano avidamente verso la cultura occidentale che li stava &#8220;invadendo&#8221;. Ciò provocò un rigetto da parte del popolo per tutto ciò che apparteneva al passato ivi compreso il jūjutsu. La diffusione delle armi da fuoco fece il resto: il declino del jūjutsu era in atto.</p>
<p>Il nuovo corso vide la scomparsa della classe sociale dei samurai, che avevano dominato il Giappone per quasi mille anni e il jujitsu da nobile che era scomparve insieme ad essi; i numerosi dōjō allora esistenti furono costretti a chiudere per mancanza di allievi ed i pochi rimasti erano frequentati da gente dedita a combattere per denaro, persone rozze e spesso coinvolte in crimini. Questo aspetto in particolare influenzò negativamente il giudizio del popolo nei confronti del jūjutsu poiché vedeva in esso uno strumento di sopraffazione e violenza.</p>
<p>Durante il periodo storico chiamato Restaurazione Meiji, si affermò grandemente in giappone il nuovo jujutsu ideato da <strong>Jigoro Kano</strong> con il nome di <strong>Jūdō kodokan</strong>, che si proponeva come metodo educativo, insegnato nelle scuole come educazione fisica ed inserito nei programmi di addestramento della polizia giapponese. Si deve infatti ricordare come durante l&#8217;era<strong> Meiji</strong>, il<strong> Giappone</strong> formò forze armate statali al servizio dell&#8217;Imperatore basate sul modello occidentale, ma con caratteristiche autoctone. Nel secondo dopoguerra però, a causa della proibizione generale del generale MacArthur rispetto alla pratica delle arti marziali tradizionali prima, e poi dell&#8217;evoluzione sportiva subita dal Jūdō quando poté essere di nuovo praticato (a partire dal 1950), si riaffermò il Jujutsu come tecnica di difesa personale, accanto all&#8217;Aikido di Aushiba.</p>
<p>Il jūjutsu si diffuse nel resto del mondo grazie a quanti, viaggiando per il Giappone (principalmente commercianti e militari) a partire dall&#8217;era Meiji, lo appresero reimportandolo nel paese d&#8217;origine.</p>
<p>Oggi è praticato in numerosi paesi del mondo, con organizzazioni anche di carattere internazionale. In Italia la <strong>FIJLKAM</strong> Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, possiede al suo interno un settore dedicato, sebbene esistano organizzazioni di carattere privato o promozionale (AICS, ACSI, UISP, AIJJ, ecc.) in cui il jūjutsu è ben sviluppato. Nel mondo esistono molte Scuole e Federazioni che praticano Ju Jitsu; proprio per questo il governo giapponese ha da tempo istituito un Ente, il <strong>Dai Nippon Butokukai</strong> (<em>Sala delle virtù marziali del grande Giappone</em>), con la funzione di salvaguardare le arti marziali Tradizionali Giapponesi dal &#8220;possibile attacco sferrato dalla modernità e dall&#8217;avidità umana&#8221;. Questo Ente certifica l&#8217;effettivo collegamento tra il passato e il presente di una Scuola tradizionale, conservandone documenti e quant&#8217;altro risulti utile a certificarne l&#8217;autenticità.</p>
<p><a id="La_leggenda_del_salice" name="La_leggenda_del_salice"></a></p>
<h2><span class="mw-headline">La leggenda del salice</span></h2>
<p>Esisteva un tempo, molti secoli fa, un medico di nome Shirobei Akiyama. Egli aveva studiato le tecniche di combattimento del suo tempo, comprese altre tecniche che imparò durante i suoi viaggi in Cina compiuti per studiare la medicina tradizionale e i metodi di rianimazione, senza però ottenere il risultato sperato. Contrariato dal suo insuccesso, per cento giorni si ritirò in meditazione nel tempio di Daifazu a pregare il dio Tayunin affinché potesse migliorare.</p>
<p>Accadde che un giorno, durante un&#8217; abbondante nevicata, osservò che il peso della neve aveva spezzato i rami degli alberi più robusti che erano così rimasti spogli. Lo sguardo gli si posò allora su un albero che era rimasto intatto: era un salice, dai rami flessibili. Ogni volta che la neve minacciava di spezzarli, questi si flettevano lasciandola cadere riprendendo subito la primitiva posizione.</p>
<p>Questo fatto impressionò molto il bravo medico, che intuendo l&#8217; importanza del principio della non resistenza lo applicò alle tecniche che stava studiando dando così origine ad uno degli stili più antichi del JuJutsu, lo Yoshin Ryu (scuola dello spirito del salice),tutt&#8217;ora esistente e che da 400 anni si tramanda tecniche di combattimento a mani nude e con armi in maniera quasi del tutto invariata. Il 19° Soke (caposcuola) è Kyoichi Inoue Munenori, e alcuni dei Kata (forme) di questa Scuola sono gli unici ad essere inseriti nel programma federale della FIJLKAM (federazione italiana judo lotta karate arti marziali).</p>
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		<title>Karate</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 22:19:56 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<h1 class="firstHeading"><a href="http://artemarziale.files.wordpress.com/2008/09/karate.jpg"></a><a href="http://artemarziale.files.wordpress.com/2008/09/karate1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-42" title="karate1" src="http://artemarziale.files.wordpress.com/2008/09/karate1.jpg?w=300&#038;h=359" alt="" width="300" height="359" /></a>Karate</h1>
<div id="bodyContent">
<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner" style="width:115px;"><a class="image" title="Calligrafia della parola giapponese karatedō" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Karatedo.svg"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bb/Karatedo.svg/113px-Karatedo.svg.png" border="0" alt="Calligrafia della parola giapponese karatedō" width="113" height="250" /></a></div>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Karatedo.svg"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Calligrafia della parola giapponese <em>karatedō</em></div>
<p>Il <strong>Karate</strong> (空手) è un&#8217; antica arte marziale atta alla difesa delle persone originaria dell&#8217;isola giapponese di Okinawa e trae origine dall&#8217;unione di due scuole-correnti marziali: il <em>Te</em> autoctono e il <em>Kenpō</em> cinese e prevede la difesa a mani nude, senza l&#8217;ausilio di armi, anche se la pratica del Kobudo di Okinawa che prevede l&#8217;ausilio delle armi tradizionali, è strettamente collegata alla pratica del Karate. Attualmente viene praticato in versione sportiva (privato delle sua componente marziale e finalizzata ai risultati competitivi tipici dell&#8217;agonismo occidentale) e in versione arte marziale tradizionale per difesa personale. Nel passato, era studiato e praticato solo da uomini, ma col passare dei secoli anche le donne si sono avvicinate a questa disciplina.</p>
<p>Nato come arte marziale che insegna il combattimento e l&#8217;autodifesa, con il tempo il Karate si è trasformato in filosofia di vita, in impegno costante di ricerca del proprio equilibrio, in insegnamento a &#8220;combattere senza combattere&#8221;, a diventare forti modellando il carattere, guadagnando consapevolezza e gusto nella vita, imparando la capacità di sorridere nelle avversità e di lavorare con determinazione e nel rispetto degli altri. Solo quando questo insegnamento verrà compreso appieno, sostengono i suoi estimatori, l&#8217;allievo potrà essere veramente libero e realizzato.</p>
<table id="toc" class="toc" border="0" summary="Indice">
<tbody>
<tr>
<td> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div class="thumb tright"><a class="image" title="Gichin Funakoshi, fondatore del Karate Shotokan" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Funakoshi_Gichin.jpg"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/5b/Funakoshi_Gichin.jpg/180px-Funakoshi_Gichin.jpg" border="0" alt="Gichin Funakoshi, fondatore del Karate Shotokan" width="180" height="288" /></a><a href="http://artemarziale.files.wordpress.com/2008/09/funakoshi_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38" title="funakoshi_2" src="http://artemarziale.files.wordpress.com/2008/09/funakoshi_2.jpg?w=247&#038;h=289" alt="" width="247" height="289" /></a></div>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Funakoshi_Gichin.jpg"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Gichin Funakoshi, fondatore del Karate Shotokan</p></div>
</div>
<p>I principali stili del Karate sono:</p>
<ul>
<li><em>Shotokan</em>, il più diffuso, deriva dal maestro Funakoshi;</li>
<li><em>Shotokai</em>, di Shigeru Egami, simile allo Shotokan ma molto morbido e senza agonismo;</li>
<li><em>Goju-Ryu</em>, che nasce dal <em>Naha-te</em>, il cui primo Maestro fu Kanrio Higahonna che visse per moltissimo tempo nel Fukien in Cina. A raccogliere l&#8217;eredità di Higaonna e fondare lo stile Goju-ryu fu il maestro Chojun Myagi.</li>
<li><em>Shorin-ryu</em>, scuola che deriva dallo <em>Shuri-te</em> trasmessa per tramite del maestro okinawense Chotoku Kian. A questa scuola si ricollegano lo Shito, Uechi e Kushin. I gruppi Shorin-ryu attualmente componenti della Federazione di Karate-do di Okinawa sono: Shorin-ryu Kyudokan (kobayashi), Shorin-ryu Matsubayashi, Ryukyu Shorin-ryu, Matsumura-seito-Shorin-ryu, Shorinji-ryu. Ognuno di questi gruppi è legato da generazioni a una famiglia okinawense di riferimento ma tutti si possono definire come Karate stile Shorin-ryu. Si può forse definire lo stile maggiormente presente sull&#8217;isola di Okinawa e più legato alla tradizione.</li>
<li><em>Shito-ryu</em>, elaborato dal maestro Mabuni;</li>
<li><em>Wado-ryu</em>, è uno stile creato per essere adatto ai combattimenti, nonostante sia molto &#8220;pacifico&#8221;. Il nome stesso vuol dire infatti &#8220;la via della pace e dell&#8217;armonia&#8221;. Si basa sugli insegnamenti del maestro Hironori Otsuka; il quale permeò lo stile sugli insegnamenti del ju-jistu e dell&#8217;aikido creando un ottimo sistema di difesa personale.</li>
<li><em>Sankukai</em>, o <em>Sankudò</em>. Si basa sulla leggerezza e l&#8217;accuratezza della tecnica ma anche sulla potenza dei colpi. Stile fondato da Yoshinao Nanbu;</li>
<li><em>Kyokushin</em>, creato dal maestro Oyama che, dopo aver praticato lo stile Shotokan sotto la guida di Gichin Funakoshi e lo stile Goju-ryu, e dopo essere entrato nei servizi segreti giapponesi, ha creato questo stile basato sul kumite full contact. Incorpora alcuni kata dello Shotokan e altri tradizionali. Lo stile necessita di una notevole preparazione fisica per poter essere praticato a causa anche dei combattimenti a contatto pieno.</li>
<li><em>Goshin</em>, (combat academy goshin difesa personale) creato dal maestro Merli Alcini Americo. Stile finalizzato all&#8217;autodifesa contro più avversari.</li>
<li><em>Makotokai</em>, creato dal maestro Paolo Bolaffio.<br />
<h2><span class="mw-headline">Il combattimento (<em>Kumite</em>)</span></h2>
<p>Gichin Funakoshi (船越 義珍), disse: &#8220;Non ci sono dispute nel Karate&#8221;. Prima della seconda guerra mondiale, in Okinawa, il kumite non era parte integrante dell&#8217;insegnamento. Shigeru Egami riferisce che, nel 1940, alcuni karateka furono cacciati dal dojo perché usavano combattere facendo a pugni.</p>
<p>Nel Kumite i colpi non vengono affondati alla ricerca del knockout (KO) dell&#8217;avversario, ma vengono arrestati per ovvi motivi di incolumità. Le tecniche tuttavia, devono dimostrare il loro potenziale ed essere eseguite, arrestandole con controllo per non arrecare eccessivi danni. Ciò è possibile grazie ad un adeguato allenamento e ad un opportuno regolamento di gara. Quest&#8217;ultimo infatti prevede un contatto a livello addominale, un contatto con tecniche di braccio al volto e un contatto con tecniche di calcio al volto. L&#8217;ausilio di protezioni preventive (conchiglia, paradenti, corpetto, paratibia-piede, guantini) e l&#8217;adozione di sanzioni adeguate e di opportune norme completano il regolamento nella massima tutela dei praticanti.</p>
<p><a id="Condizionamenti" name="Condizionamenti"></a></p>
<h2><span class="mw-headline">Condizionamenti</span></h2>
<p>Il karate di Okinawa usa un addestramento supplementare noto come <em>Hojo undō</em> (補助運動). Questo utilizza una semplice attrezzatura fatta di legno e pietra. Il <em>makiwara</em> è un posto impressionante. Il gioco di <em>nigiri</em> è un grande vaso usato per forza di presa in sviluppo. Questi esercizi supplementari sono progettati per aumentare forza, capacità di resistenza, velocità e coordinazione muscolare. Il karate sportivo enfatizza esercizio aerobico, anaerobico, potenza, agilità, flessibilità e gestione dello stress. Tutte le pratiche variano a seconda delle scuole e degli insegnanti</p>
<p><strong>KIHON   </strong>                                                                                                                                                 Il <strong>kihon</strong>, nel karate, è l&#8217;insieme delle tecniche fondamentali.</p>
<p>In italiano potremmo tradurlo con le parole &#8220;basilare&#8221; o &#8220;rudimenti&#8221;. La parola kihon è composta da due sezioni: <strong>Ki</strong> (fondamenta o radici) e <strong>Hon</strong> (base). Visualizzando gli ideogrammi delle due sezioni si nota che Ki è formato da due parti, una che simboleggia la terra e l&#8217;altra rappresenta l&#8217;inizio; Hon, invece, mostra un albero le cui radici sono rivolte verso il basso. La parola Kihon ha dunque il significato della necessità di porre delle solide fondamenta, delle profonde radici per poter costruire qualche cosa di duraturo. Nella cultura giapponese viene data molta importanza alla preparazione prima di mettere mano a qualunque progetto ed è importante essere padroni delle basi di qualunque disciplina, prima di progredire in essa.</p>
<p>Nel karate, dunque, ma anche in qualsiasi altra disciplina, senza una perfetta padronanza degli esercizi i base, non è possibile progredire e raggiungere notevoli livelli di pratica. Le basi del karate, i primi esercizi insegnati all&#8217;allievo, portano a imparare il corretto uso del proprio corpo, sia esso in movimento o statico.</p>
<p>Il Kihon, quindi, è la forma di allenamento base, di parata o di attacco, su cui si basa il Karate.</p>
<p>Nella pratica del kihon si impara a migliorare la propria resistenza e a ottenere una maggiore rapidità nell&#8217;esecuzione; aiuta anche a rafforzare lo spirito combattivo e l&#8217;allievo apprende come gestire le &#8220;armi&#8221; del nostro corpo.</p>
<p>Il Kime è uno degli aspetti fondamentali nel kihon: insegna la concentrazione durante gli esercizi e la decisione con cui si deve eseguire ogni singola tecnica: sia che si combatta contro un avversario o che ci si stia allenando singolarmente, nel karate tradizionale nessuna mossa viene eseguita &#8220;a vuoto&#8221;, ma sempre al massimo delle proprie capacità.</p>
<p>L&#8217;allievo durante il kihon ha l&#8217;opportunità di imparare i nomi in giapponese dei colpi</p>
<h1 class="firstHeading">Kata del Karate</h1>
<div id="bodyContent"><!-- start content --></div>
<div class="icona del titolo" style="z-index:100;right:10px;position:absolute;top:12px;">
<div style="overflow:hidden;width:25px;position:relative;height:40px;">
<div style="font-size:150pt;z-index:3;left:0;overflow:hidden;line-height:100px;position:absolute;top:0;"><a title="Unicode" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Aiuto:Unicode"><span title="Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.">   </span></a></div>
<div style="z-index:2;left:0;position:absolute;top:0;"><a class="image" title="Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui." href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Nuvola_mimetypes_charnotfound.PNG"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/6/63/Nuvola_mimetypes_charnotfound.PNG/25px-Nuvola_mimetypes_charnotfound.PNG" border="0" alt="Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui." width="25" height="25" /></a></div>
</div>
</div>
<p>Il <strong>Kata</strong> nel Karate-dō, è un esercizio individuale che rappresenta un combattimento reale contro più avversari immaginari.</p>
<table id="toc" class="toc" border="0" summary="Indice">
<tbody>
<tr>
<td> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><span class="mw-headline">Caratteristiche</span></h2>
<p>La parola <em>Kata</em> nella lingua giapponese, nell&#8217;antichità assumeva il significato di <em>simbolo</em> per enfatizzarne il contenuto spirituale, in seguito assunse il significato più semplice di <em>forma</em>: infatti il kata è un succedersi di tecniche di parata e attacco prestabilite contro più avversari immaginari e forme. Nell&#8217;esecuzione dell&#8217;esercizio riveste grande importanza proprio la qualità formale delle singole tecniche, delle posizioni e degli spostamenti.</p>
<p>Non ci si deve però fermare all&#8217;aspetto estetico: il kata è un vero combattimento, seppur codificato, quindi deve esprimere efficacia, sia dal punto di vista tecnico che strategico.</p>
<p>Per i praticanti rappresenta l&#8217;essenza dell&#8217;arte marziale perché racchiude in sé sia lo studio delle tecniche fondamentali (Kihon) che il ritmo e la tattica del combattimento (Kumite): è perciò basilare per progredire nella ricerca della <em>Via</em> (Dō). E, dal punto di vista strettamente tecnico, si può ben dire che studiare i Kata è studiare il Karate nella sua completezza, senza quelle limitazioni poste dal Karate agonistico: in questo senso, si può affermare con certezza che non soltanto nei Kata risiede tutto il Karate, ma che le caratteristiche di ogni singolo stile possono essere comprese appieno soltanto dallo studio dei Kata propri dello stile medesimo. Non si deve tuttavia commettere l&#8217;errore di interpretare questo assunto nel senso che uno stile è tanto più completo quanto più elevato è il numero dei Kata che in esso si praticano: non si può affermare ad esempio che lo Shito &#8211; Ryu sia uno stile migliore, più completo e più perfezionato dello Uechi Ryu, dato che quest&#8217;ultimo annovera un numero di Kata molto inferiore… Ciò che conta è non il numero di Kata presenti in uno stile, ma che in questi Kata siano rappresentati gli elementi distintivi e caratterizzanti dello stile medesimo.</p>
<p>L&#8217;esercizio del kata non si pratica solo nelle discipline marziali, ma in tutte quelle arti orientali che abbiano come fine il <em>Dō</em>: ju-dō (via della cedevolezza), ken-dō (arte della spada), kyu-dō (arte del tiro con l&#8217;arco), aiki-dō (unire l&#8217;energia), ma anche sho-dō (calligrafia), ka-dō (composizione floreale) e sa-dō (cerimonia del tè). In tutte queste discipline ci si propone di fondere, attraverso la respirazione, le componenti fisica e mentale eseguendo una predeterminata sequenza di gesti per raggiungere una più elevata condizione spirituale.</p>
<p>Ogni kata è composto da una serie di movimenti che ne costituiscono la caratteristica evidente, ma presenta altri elementi che sfuggono alla comprensione più immediata: i maestri che li hanno creati hanno spesso volutamente mascherato il significato di alcuni passaggi per evitare che altri se ne impadronissero. Per esempio i kata vennero mimetizzati in danze innocue, nel periodo in cui ad Okinawa vigeva la proibizione di praticare le arti marziali.</p>
<p>Vi sono dei punti che caratterizzano l&#8217;esecuzione di un kata nel karate. Ogni kata inizia e finisce col saluto (rei). L&#8217;inchino testimonia un mutato atteggiamento mentale dell&#8217;esecutore, che da quel momento esprime tutta la sua forza interiore. Tale stato di massima attenzione (zanshin) si evidenzia in particolare al momento del saluto e del Kiai (grido).</p>
<p>Tutte le tecniche devono essere sostenute dal corretto uso della respirazione e della contrazione addominale (Kime) che, in due particolari momenti esplodono nel kiai. Dimenticare il grido o eseguirlo fuori tempo è indice di emotività, ed è un errore.</p>
<p>I kata si sviluppano su di un tracciato determinato (embusen); se spostamenti e cambi di direzione vengono eseguiti correttamente, il punto di arrivo del kata corrisponde a quello di partenza. Ogni karateka deve individuare un tukui kata (forma preferita), scelto in funzione dell&#8217;obiettivo da raggiungere: esame, gara o miglioramento tecnico. Il tukui kata deve quindi cambiare nel tempo per le diverse fasi di evoluzione del praticante.</p>
<p><a id="I_dieci_elementi_del_kata" name="I_dieci_elementi_del_kata"></a></p>
<h2><span class="mw-headline">I dieci elementi del kata</span></h2>
<ol>
<li><em>Yio no kisin</em> è lo stato di concentrazione tipico di chi si sente attaccato.</li>
<li><em>Inyo</em> è l&#8217;attacco e la difesa.</li>
<li><em>Chikara no kiojaku</em> è il grado di forza da impiegare in ogni momento del kata.</li>
<li><em>Waza no kankyu</em> è il grado di velocità da usare in ogni tecnica.</li>
<li><em>Taino shin shoku</em> è la contrazione ed espansione del dei muscoli del corpo.</li>
<li><em>Kokyu</em> è la respirazione, sempre in sintonia con i movimenti.</li>
<li><em>Tyakugan</em> è il significato che deve avere ogni tecnica nel kata, per fare ciò, occorre visualizzare mentalmente un avversario.</li>
<li><em>Kiai</em> è un urlo causato dalla contrazione della parete addominale; denota lo spirito combattivo del karateka.</li>
<li><em>Keitai no hoji</em> è la corretta posizione da eseguire in ogni movimento; rispettando le posizioni è possibile ritornare al punto di partenza una volta terminato il kata.</li>
<li><em>Zanshin</em> è lo stato di guardia da tenersi al termine del kata prima di ritornare allo stato di <em>Ioi</em>, eseguire il saluto e</li>
</ol>
</li>
</ul>
</div>
<p> </p>
<ul><a href="http://artemarziale.files.wordpress.com/2008/09/karate_shuricastle.jpg"></a></ul>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemarziale.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemarziale.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemarziale.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemarziale.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemarziale.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemarziale.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemarziale.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemarziale.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemarziale.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemarziale.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemarziale.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemarziale.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemarziale.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemarziale.wordpress.com/30/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemarziale.wordpress.com&amp;blog=4851869&amp;post=30&amp;subd=artemarziale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Calligrafia della parola giapponese karatedō</media:title>
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			<media:title type="html">Gichin Funakoshi, fondatore del Karate Shotokan</media:title>
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			<media:title type="html">funakoshi_2</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Samurai</title>
		<link>http://artemarziale.wordpress.com/2008/09/28/samurai/</link>
		<comments>http://artemarziale.wordpress.com/2008/09/28/samurai/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 21:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gurufranc</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Samurai Samurai in armi (circa 1860) La parola giapponese samurai (侍) deriva da un verbo, saburau, che significa servire o tenersi a lato ed indica un guerriero del Giappone feudale. Un termine più appropriato sarebbe bushi (武士, letteralmente: guerriero), che risale al periodo Edo. Attualmente il termine viene usato per indicare la nobiltà guerriera (non, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemarziale.wordpress.com&amp;blog=4851869&amp;post=26&amp;subd=artemarziale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 class="firstHeading">Samurai</h1>
<div id="bodyContent">
<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner" style="width:227px;"><a class="image" title="Samurai in armi (circa 1860)" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Samurai.jpg"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0e/Samurai.jpg/225px-Samurai.jpg" border="0" alt="Samurai in armi (circa 1860)" width="225" height="299" /></a></div>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Samurai.jpg"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Samurai in armi (circa 1860)</p></div>
</div>
</div>
<p>La parola <strong>giapponese samurai</strong> (侍) deriva da un verbo, <em><strong>saburau</strong></em>, che significa <em>servire</em> o <em>tenersi a lato</em> ed indica un <strong>guerriero</strong> del <strong>Giappone feudale</strong>. Un termine più appropriato sarebbe <strong>bushi</strong> (武士, letteralmente: <em>guerriero</em>), che risale al periodo <strong>Edo</strong>.</p>
<p>Attualmente il termine viene usato per indicare la nobiltà <strong>guerriera</strong> (non, ad esempio, gli <em><strong>ashigaru</strong></em> o i fanti). I <strong>samurai</strong> che non servivano un <strong><em>daimyō</em> </strong>o perché era morto o perché ne avevano perso il favore, erano chiamati <strong>rōnin</strong>.</p>
<p>I samurai costituivano una classe colta, che oltre alle arti marziali, direttamente connesse con la loro professione, praticava <strong>arti zen</strong> come lo shodō o il <strong>cha no yu</strong>  . Col tempo, durante l&#8217;era <strong>Tokugawa</strong> persero gradualmente la loro funzione militare. Verso la fine dell&#8217;era Tokugawa, i samurai erano essenzialmente burocrati dello <em><strong>shōgun</strong></em>, e la loro <strong>spada </strong>veniva usata soltanto per scopi cerimoniali. Con il Rinnovamento <strong>Meiji</strong> (tardo XIX secolo) la classe dei samurai fu abolita in favore di un esercito nazionale in stile occidentale. Ciò nonostante, il <em>bushidō</em>, rigido <strong>codice d&#8217;onore dei samurai</strong>, è sopravvissuto ed è ancora, nella società giapponese odierna, un nucleo di principi morali e di comportamento che parallelamente, nelle società occidentali, è costituito da principi etici di derivazione religiosa.</p>
<table id="toc" class="toc" border="0" summary="Indice">
<tbody>
<tr>
<td> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><span class="mw-headline">Etimologia</span></h2>
<p>La parola samurai ha avuto origine nel periodo giapponese Heian, quando era pronunciata <em>saburai</em>, e significava &#8220;servo&#8221; o &#8220;accompagnatore&#8221;. Fu soltanto nell&#8217;epoca moderna, intorno al periodo Azuchi-Momoyama e al <strong>periodo Edo</strong> del tardo XVI e XVII secolo che la parola <em>saburai</em> mutò in samurai. Per allora, il significato si era già modificato da tempo.</p>
<p>Durante l&#8217;era di più grande potere dei samurai, anche il termine <strong><em>yumitori</em> (</strong>arciere) veniva usato come titolo onorario per un guerriero, anche quando <strong>l&#8217;arte della spada</strong> divenne la più importante. Gli arcieri giapponesi (vedi arte del <em>kyūjutsu</em>) sono ancora fortemente associati con il <strong>dio della guerra</strong> <em><strong>Hachiman</strong></em>.</p>
<p>Questi sono alcuni termini usati come sinonimo di samurai.</p>
<ul>
<li><em>Buke</em> &#8211; un appartenente ad una famiglia militare. un suo membro;</li>
<li><em>Mononofu</em>- termine arcaico per &#8220;guerriero&#8221;;</li>
<li><em>Musha</em> &#8211; abbreviazione di <em>Bugeisha</em>, letteralmente &#8220;uomo delle arti marziali&#8221;;</li>
<li><em>Shi</em> &#8211; pronuncia sinogiapponese del carattere che comunemente si legge <strong>samurai</strong></li>
<li><em>Tsuwamono</em> &#8211; termine arcaico per &#8220;soldato&#8221;, fatto celebre da un famoso <em>haiku</em> di Matsuo Basho; indica una persona valorosa;</li>
</ul>
<p><a id="Armi" name="Armi"></a></p>
<h2><span class="mw-headline">Armi</span></h2>
<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner" style="width:177px;"><a class="image" title="Foto ricordo con figuranti in costume da samurai (1880 circa)" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Samurai_in_1880.jpg"><span style="font-size:xx-small;"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/a6/Samurai_in_1880.jpg/175px-Samurai_in_1880.jpg" border="0" alt="Foto ricordo con figuranti in costume da samurai (1880 circa)" width="175" height="135" /></span></a></div>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Samurai_in_1880.jpg"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Foto ricordo con figuranti in costume da samurai (1880 circa)</p></div>
</div>
<p>I samurai usavano una grande varietà di armi. Nel periodo <strong>Tokugawa</strong> si diffuse l&#8217;idea che l&#8217;anima di un samurai risiedesse nella <em>katana</em> che porta con sé, a seguito dell&#8217;influenza dello<strong> Zen</strong> sul <strong>bujutsu</strong>; a volte i samurai vengono descritti come se dipendessero esclusivamente dalla spada per combattere. Raggiunti i tredici anni, in una cerimonia chiamata <em><strong>Genpuku</strong></em>, ai ragazzi della classe militare veniva dato un <em>wakizashi</em> e un nome da adulto, per diventare così vassalli, cioè <strong>samurai</strong> a tutti gli effetti. Questo dava loro il diritto di portare una <em><strong>katana</strong></em>, sebbene venisse spesso assicurata e chiusa con dei lacci per evitare sfoderamenti immotivati o accidentali. Insieme, <em>katana</em> e <em><strong>wakizashi</strong></em> vengono chiamati <strong><em>daisho</em> </strong>(letteralmente: &#8220;grande e piccolo&#8221;) ed il loro possesso era la prerogativa del <em>buke</em>. Portare le armi venne vietato nel 1523 dallo Shogun perché prima di quella riforma tutti potevano diventare samurai e per evitare rivolte armate lo Shogun emise questo decreto.</p>
<p>La prima arma ausiliaria dei samurai fu l&#8217;arco e non fu modificata per secoli, fino all&#8217;introduzione della polvere da sparo e del moschetto nel XVI secolo. Un arco giapponese era un&#8217;arma molto potente: le sue dimensioni permettevano di lanciare con precisione vari tipi di proiettili (come frecce infuocate o frecce di segnalazione) alla distanza di 100 metri, arrivando fino a 200 metri quando non era necessaria precisione.</p>
<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner" style="width:127px;"><a class="image" title="Ideogramma Samurai." href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:CalSamurai.gif"></a></div>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:CalSamurai.gif"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Ideogramma <strong>Samurai</strong>.</div>
</div>
<p>Veniva usato solitamente a piedi, dietro un <em>tedate</em>, un largo scudo di legno, ma poteva essere usato anche a cavallo. La pratica di tirare con l&#8217;arco da cavallo divenne una cerimonia <em>Shinto</em> detta <em>Yabusame</em>. Nelle battaglie contro gli invasori Mongoli, questi archi furono l&#8217;arma decisiva, contrapposti agli archi più piccoli e alle balestre usate dai cinesi e dai mongoli.</p>
<p>Nel <a title="XV secolo" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/XV_secolo">XV secolo</a>, anche la <a title="Lancia (arma)" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Lancia_(arma)">lancia</a> (<a title="Sōjutsu" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/S%C5%8Djutsu">yari</a>) divenne un&#8217;<a class="mw-redirect" title="Armi" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Armi">arma</a> popolare. Lo <em>yari</em> tese a rimpiazzare il <a title="Naginata" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Naginata">naginata</a> allorquando l&#8217;eroismo individuale divenne meno importante sui campi di battaglia e le milizie furono maggiormente organizzate. Nelle mani dei fanti o <em>ashigaru</em> divenne più efficace di una <a title="Katana" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Katana">Katana</a>, soprattutto nelle grosse cariche campali. Nella battaglia di Shizugatake, in cui Shibata Katsuie fu sconfitto da Toyotomi Hideyoshi (da allora anche noto come Hashiba Hideyoshi) i cosiddetti &#8220;Sette Lancieri di Shizugatake&#8221; ebbero un ruolo cruciale nella vittoria.                                                                                                                         <span class="mw-headline"><strong>I precetti di un Samurai</strong></span></p>
<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner" style="width:152px;"><a class="image" title="Il samurai Miyamoto Musashi" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Musashi_ts_pic.jpg"><span style="font-size:xx-small;"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/20/Musashi_ts_pic.jpg/150px-Musashi_ts_pic.jpg" border="0" alt="Il samurai Miyamoto Musashi" width="150" height="217" /></span></a></div>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Musashi_ts_pic.jpg"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Il samurai Miyamoto Musashi</p></div>
</div>
<p>I samurai seguivano un preciso codice d&#8217;onore, chiamato Bushido (<em>via del guerriero</em>), la più famosa opera che lo sintetizza è l&#8217;Hagakure di Yamamoto Tsunetomo.</p>
<p><a id="Sakura_-_il_ciliegio" name="Sakura_-_il_ciliegio"></a></p>
<h2><span class="mw-headline"><em>Sakura</em> &#8211; il ciliegio</span></h2>
<div class="thumb tleft">
<div class="thumbinner" style="width:182px;"><a class="image" title="Fiori di ciliegio" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:%ED%99%94%EC%97%84%EC%82%AC_%EB%B2%97%EA%BD%83.jpg"><span style="font-size:xx-small;"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/65/%ED%99%94%EC%97%84%EC%82%AC_%EB%B2%97%EA%BD%83.jpg/180px-%ED%99%94%EC%97%84%EC%82%AC_%EB%B2%97%EA%BD%83.jpg" border="0" alt="Fiori di ciliegio" width="180" height="135" /></span></a></div>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:%ED%99%94%EC%97%84%EC%82%AC_%EB%B2%97%EA%BD%83.jpg"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Fiori di ciliegio</p></div>
</div>
<p>Oggi assunto a simbolo di tutte le arti marziali, venne adottato dai samurai quale emblema di appartenenza alla propria classe. Nell&#8217;iconografia classica del guerriero il ciliegio rappresenta insieme la bellezza e la caducità della vita: esso, durante la fioritura, mostra uno spettacolo incantevole nel quale il samurai vedeva riflessa la grandiosità della propria figura avvolta nell&#8217;armatura, ma è sufficiente un&#8217; improvviso temporale perché tutti i fiori cadano a terra, proprio come il samurai può cadere per un colpo di spada infertogli dal nemico. Il guerriero, abituato a pensare alla morte in battaglia non come un fatto negativo ma come l&#8217;unica maniera onorevole di andarsene, rifletté nel fiore di ciliegio questa filosofia. Un antico verso ancora oggi ricordato è &#8220;hana wa sakuragi, hito wa bushi&#8221; (花は桜木人は武士) che tradotto significa &#8220;tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero&#8221;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemarziale.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemarziale.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemarziale.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemarziale.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemarziale.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemarziale.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemarziale.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemarziale.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemarziale.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemarziale.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemarziale.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemarziale.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemarziale.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemarziale.wordpress.com/26/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemarziale.wordpress.com&amp;blog=4851869&amp;post=26&amp;subd=artemarziale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">gurufranc</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0e/Samurai.jpg/225px-Samurai.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Samurai in armi (circa 1860)</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Foto ricordo con figuranti in costume da samurai (1880 circa)</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Il samurai Miyamoto Musashi</media:title>
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			<media:title type="html">Fiori di ciliegio</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Bushido</title>
		<link>http://artemarziale.wordpress.com/2008/09/28/bushido/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 21:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gurufranc</dc:creator>
				<category><![CDATA[arti marziali giapponesi]]></category>
		<category><![CDATA[bushido giappone guerriro giapponese codice samurai buddismo confucianesimo seppuku]]></category>

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		<description><![CDATA[Il samurai Miyamoto Musashi Il Bushidō (gipponese. 武士道, la via del guerriero) è un codice di condotta e un modo di vita, analogo al concetto europeo di Cavalleria, adottato dai guerrieri giapponesi. In esso sono raccolte le norme di disciplina, militari e morali che presero forma in Giappone durante gli shogunati di Kamakura (1185-1333) e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemarziale.wordpress.com&amp;blog=4851869&amp;post=18&amp;subd=artemarziale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- start content --></p>
<div class="thumb tright"><a class="image" title="Il samurai Miyamoto Musashi" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Musashi_ts_pic.jpg"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/20/Musashi_ts_pic.jpg/180px-Musashi_ts_pic.jpg" border="0" alt="Il samurai Miyamoto Musashi" width="180" height="260" /></a></div>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Musashi_ts_pic.jpg"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Il samurai Miyamoto Musashi</p></div>
<p>Il <strong>Bushidō</strong> (gipponese<a title="Lingua giapponese" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Lingua_giapponese">.</a> 武士道, <em>la via del guerriero</em>) è un codice di condotta e un modo di vita, analogo al concetto europeo di Cavalleria, adottato dai guerrieri giapponesi. In esso sono raccolte le norme di disciplina, militari e morali che presero forma in Giappone durante gli shogunati di Kamakura (1185-1333) e Muromachi (1336-1573), e che furono formalmente definite ed applicate nel periodo Tokugawa (1603 &#8211; 1867).</p>
<p>Ispirato ai principi del buddhismo e del confucianesimo adattati alla casta dei guerrieri, il Bushidō esigeva il rispetto dei valori di onestà, lealtà, giustizia, pietà, dovere e onore che dovevano essere perseguiti fino alla morte. Il venir meno a questi principi causava il disonore del guerriero, che espiava commettendo il seppuku, il suicidio rituale.</p>
<p>Successivamente alla Restaurazione Meiji (1866), il Bushidō ebbe come punto fondante il rispetto assoluto dell&#8217;autorità dell&#8217;imperatore e divenne uno dei capisaldi del nazionalismo giapponese. Uno dei principi del Bushidō, l&#8217;assoluto disprezzo per il nemico che si arrende, fu la causa dei trattamenti brutali e denigranti a cui i giapponesi sottoposero i prigionieri nel corso della seconda guerra mondiale, mentre la ricerca della morte onorevole in battaglia, fu la molla che spinse molti kamikaze al sacrificio.</p>
<h2><span class="mw-headline">I sette principi del Bushidō</span></h2>
<ul>
<li>義, <strong>Gi</strong>: Onestà e Giustizia</li>
</ul>
<p>Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell&#8217;onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.</p>
<ul>
<li>勇, <strong>Yu</strong>: Eroico Coraggio</li>
</ul>
<p>Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L&#8217;eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.</p>
<ul>
<li>仁, <strong>Jin</strong>: Compassione</li>
</ul>
<p>L&#8217;intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d&#8217;aiuto ai propri simili e se l&#8217;opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una.</p>
<ul>
<li>礼, <strong>Rei</strong>: Gentile Cortesia</li>
</ul>
<p>I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.</p>
<ul>
<li>誠, <strong>Makoto</strong> o 信, <strong>Shin</strong>: Completa Sincerità</li>
</ul>
<p>Quando un Samurai esprime l&#8217;intenzione di compiere un&#8217;azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l&#8217;intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di &#8220;dare la parola&#8221; né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.</p>
<ul>
<li>名誉, <strong>Meiyo</strong>: Onore</li>
</ul>
<p>Vi è un solo giudice dell&#8217;onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.</p>
<ul>
<li>忠義, <strong>Chugi</strong>: Dovere e Lealtà</li>
</ul>
<p>Per il Samurai compiere un&#8217;azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemarziale.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemarziale.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemarziale.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemarziale.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemarziale.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemarziale.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemarziale.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemarziale.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemarziale.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemarziale.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemarziale.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemarziale.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemarziale.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemarziale.wordpress.com/18/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemarziale.wordpress.com&amp;blog=4851869&amp;post=18&amp;subd=artemarziale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">gurufranc</media:title>
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			<media:title type="html">Il samurai Miyamoto Musashi</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Ninjutsu</title>
		<link>http://artemarziale.wordpress.com/2008/09/26/ninjutsu/</link>
		<comments>http://artemarziale.wordpress.com/2008/09/26/ninjutsu/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 23:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gurufranc</dc:creator>
				<category><![CDATA[arti marziali giapponesi]]></category>
		<category><![CDATA[ninja ninjutsu arti magiche giapponesi arti marziali segrete]]></category>

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		<description><![CDATA[Ninjutsu Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.     Ninjutsu (忍術, arte della furtività?) è la denominazione collettiva di un insieme di metodi spionaggio e strategia utilizzati sin dal cosiddetto medioevo del Giappone (1185 &#8211; 1625 circa). La parola ninjutsu consiste di due parti: nin (忍, furtività, persistenza, pazienza?), che in Giappone ha acquisito l&#8217;accezione ulteriore di &#8220;muoversi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemarziale.wordpress.com&amp;blog=4851869&amp;post=16&amp;subd=artemarziale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 class="firstHeading">Ninjutsu</h1>
<div id="bodyContent">
<h3>Da Wikipedia, l&#8217;enciclopedia libera.</h3>
<p><!-- start content --></p>
<div class="icona del titolo" style="z-index:100;right:10px;position:absolute;top:12px;">
<div style="overflow:hidden;width:25px;position:relative;height:40px;">
<div style="font-size:150pt;z-index:3;left:0;overflow:hidden;line-height:100px;position:absolute;top:0;"><a title="Unicode" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Aiuto:Unicode"><span title="Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.">   </span></a></div>
<div style="z-index:2;left:0;position:absolute;top:0;"><a class="image" title="Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui." href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Nuvola_mimetypes_charnotfound.PNG"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/6/63/Nuvola_mimetypes_charnotfound.PNG/25px-Nuvola_mimetypes_charnotfound.PNG" border="0" alt="Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui." width="25" height="25" /></a></div>
</div>
</div>
<p><strong>Ninjutsu</strong> <span style="font-weight:normal;">(<span class="t_nihongo_kanji" lang="ja">忍術</span><span class="t_nihongo_virgola" style="display:none;">,</span> <em><span class="t_nihongo_romaji">arte della furtività</span></em><span class="t_nihongo_aiuto"><a title="Giapponese" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Aiuto:Giapponese"><span class="t_nihongo_icona" style="color:#00000e;font-family:sans-serif;text-decoration:none;padding:0 .1em;"><sup><span style="font-size:x-small;">?</span></sup></span></a></span>)</span> è la denominazione collettiva di un insieme di metodi spionaggio e strategia utilizzati sin dal cosiddetto medioevo del Giappone (1185 &#8211; 1625 circa).</p>
<p>La parola <strong>ninjutsu</strong> consiste di due parti:</p>
<ul>
<li><strong>nin</strong> <span style="font-weight:normal;">(<span class="t_nihongo_kanji" lang="ja">忍</span><span class="t_nihongo_virgola" style="display:none;">,</span> <em><span class="t_nihongo_romaji">furtività, persistenza, pazienza</span></em><span class="t_nihongo_aiuto"><a title="Giapponese" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Aiuto:Giapponese"><span class="t_nihongo_icona" style="color:#00000e;font-family:sans-serif;text-decoration:none;padding:0 .1em;"><sup><span style="font-size:x-small;">?</span></sup></span></a></span>)</span>, che in Giappone ha acquisito l&#8217;accezione ulteriore di &#8220;muoversi non visti&#8221; o &#8220;agire di soppiatto&#8221;.</li>
<li><strong>jutsu</strong> <span style="font-weight:normal;">(<span class="t_nihongo_kanji" lang="ja">術</span><span class="t_nihongo_virgola" style="display:none;">,</span> <em><span class="t_nihongo_romaji">arte, tecnica</span></em><span class="t_nihongo_aiuto"><a title="Giapponese" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Aiuto:Giapponese"><span class="t_nihongo_icona" style="color:#00000e;font-family:sans-serif;text-decoration:none;padding:0 .1em;"><sup><span style="font-size:x-small;">?</span></sup></span></a></span>)</span></li>
</ul>
<p>Una traduzione possibile del termine <strong>ninjutsu</strong> è: &#8220;tecnica delle operazioni furtive&#8221;. Qualche volta si incontra la grafia latinizzata <em>ninjitsu</em>, ma si tratta di una forma aberrata dello stesso termine diffusa soprattutto nei paesi angolosassoni. Il <strong>ninjutsu</strong> è ormai noto in Giappone e soprattutto in Europa come una delle antiche (koryū) Arti Marziali giapponesi. L&#8217;esperto per definizione nelle tecniche di ninjutsu è rappresentato nell&#8217;immaginario moderno dal <strong>Ninja</strong>.</p>
<p>A partire dall&#8217;epoca Kamakura, dopo la graduale perdita di potere della casa imperiale incentrato attorno alla figura del Tennō i governatori provinciali, un tempo incaricati dall&#8217;imperatore stesso, divennero indipendenti e cominciarono una <em>escalation</em> militare che porterà a diverse guerre tra feudi (<em>kuni</em>, un tempo semplici giurisdizioni civili) e al succedersi di reggenti guerrieri (Shōgun) alla guida del paese, solo nominalmente investiti dall&#8217;imperatore. È nell&#8217;epoca degli scontri più accesi tra diversi signori della guerra (daimyō), il periodo noto come dei &#8220;Feudi Combattenti&#8221; (Sengoku) che si renderanno sempre più necessarie mansioni spionistiche di militari addestrati e strategie sempre più sofisticate. Sembra che i maggiori esperti nella guerriglia fossero i signori di alcune aree geografiche remote e non politicamente forti, come Iga e Kōga, che dovettero proteggersi con sistemi di intelligence piuttosto che con il dispiegamento di grandi armate. Ne sarebbe una prova il fatto che dopo l&#8217;unificazione del paese da parte di Tokugawa Ieyasu nel 1601, che darà inizio ad un Era relativamente pacifica fino alla restaurazione Meiji, egli stesso ed i suoi successori si avvalsero del servizio di alcuni uomini discendenti delle famiglie di Iga e Kōga, impiegati come guardie, poliziotti e spie. In realtà la dottrina militare (bujutsu) trasmessa in diverse scuole antiche, talune ancora esistenti, contiene spesso un repertorio di tecniche di guerriglia e spionaggio chiamato <strong>Ninjutsu</strong>. D&#8217;altra parte il sistema tipico di trasmissione delle varie conoscenze tecniche nei clan giapponesi, attraverso una tradizione prettamente orale e un insegnamento diretto delle varie conoscenze, fa si che la comprensione attuale di queste arti sia a volte dubbia e debba fare i conti con interpolazioni e leggende.</p>
<p>Con alcune eccezioni, dovute al tentativo di alcuni maestri di dare vita a <em>nuovi sistemi</em> di arti marziali giapponesi basati su queste tecniche, il Ninjutsu è praticato marginalmente e più spesso come complemento tecnico e teorico nel contesto di discipline marziali tradizionali e definisce ormai esclusivamente le tecniche utilizzate nel passato feudale giapponese.</div>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 23:05:09 +0000</pubDate>
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		<title>Kyudo</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 22:57:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gurufranc</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte marziale giapponese arco zen tiro con l'arco kyudo freccia meditazione cavallo samurai]]></category>
		<category><![CDATA[arti marziali giapponesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Kyudo  Kyūdō Kyudoka al Tempio Meiji Il Kyudo (弓道), ovvero letteralmente la via dell&#8217;arco, è un&#8217;arte marziale Giapponese. Per secoli, l&#8217;arco e le frecce furono le armi principali del combattente giapponese, così come lo furono per molti altri popoli. Conosciuta prima come kyujutsu e solo dal secolo scorso come kyudo, l&#8217;arte era pienamente sviluppata con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemarziale.wordpress.com&amp;blog=4851869&amp;post=12&amp;subd=artemarziale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 class="firstHeading">Kyudo</h1>
<div id="bodyContent">
<div id="contentSub"> Kyūdō</div>
<p><!-- start content --></p>
<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner" style="width:322px;"><a class="image" title="Kyudoka al Tempio Meiji" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Kyudo.JPG"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/1/1e/Kyudo.JPG/320px-Kyudo.JPG" border="0" alt="Kyudoka al Tempio Meiji" width="320" height="213" /></a></p>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Kyudo.JPG"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Kyudoka al Tempio Meiji</p></div>
</div>
</div>
<p>Il <strong>Kyudo</strong> (弓道), ovvero letteralmente <em>la via dell&#8217;arco</em>, è un&#8217;arte marziale Giapponese.</p>
<p>Per secoli, l&#8217;arco e le frecce furono le armi principali del combattente giapponese, così come lo furono per molti altri popoli. Conosciuta prima come <strong>kyujutsu</strong> e solo dal secolo scorso come <strong>kyudo</strong>, l&#8217;arte era pienamente sviluppata con un complesso sistema di pratiche e di tecniche, una varietà inizialmente ampia di stili, che in seguito si ridusse a pochi stili principali che differivano fra loro per l&#8217;uso (cerimoniale, &#8220;agonistico&#8221; e bellico) e quindi per la tecnica più adatta a tale uso. La più recente riforma Meiji volle successivamente che i vari stili si unissero in un&#8217;unica disciplina (kyu-do, come lo judo ecc&#8230;)che preparata a tavolino prevedeva una sempre più articolata teoria. Conseguentemente nasce una federazione giapponese e successivamente internazionale che collega l&#8217;arte stessa alla nascita della nazione giapponese, legandola a una dimensione mistica, esoterica e culturale, alla quale si contrappone lo stile Insai della scuola Heki (Heki Ryu Insai Ha) che si ripropone da 500 anni in linea di successione diretta con uno spirito dedicato principalmente alla tecnica e negando mistificazioni di tipo esoterico e spiritualista.</p>
<p>Nel Giappone feudale, i campi per il tiro con l&#8217;arco, all&#8217;aperto o al chiuso per l&#8217;esercitazione al bersaglio si trovavano nella casa centrale di tutti i più importanti clan militari.</p>
<p>L&#8217;arco e la spada lunga erano le armi dei nobili e loro vassalli e samurai; i soldati comuni usavano la lancia e la spada corta.</p>
<p>Il programma d’addestramento degli arcieri era basato sui ripetuti tentativi di colpire bersagli fissi e mobili stando in piedi e a cavallo. L&#8217;addestramento a cavallo, naturalmente, era più aristocratico, sia per carattere sia per tradizione, dell&#8217;addestramento a piedi: richiedeva una gran coordinazione, per controllare un cavallo al galoppo, mentre simultaneamente si scagliava una freccia dopo l&#8217;altra contro una serie di bersagli diversi che potevano essere fissi o in movimento.</p>
<p>L&#8217;abilità dimostrata dai guerrieri nell&#8217;uso di un certo arco indusse gli storici cinesi a chiamare i giapponesi &#8220;il popolo del lungo arco&#8221;. Si trattava dell&#8217;arco da guerra per eccellenza, il <strong>daikyu</strong>, usato dai guerrieri a cavallo o a piedi. Aveva una lunghezza che andava dai due metri e venti ai due e quaranta, ma ve n&#8217;erano anche di lunghi due metri e settanta. Oltre all&#8217;uso puramente pratico come strumento di combattimento, o come parte d’esibizioni rituali, l&#8217;uso di quest’oggetto coinvolgeva sulla scala più vasta la personalità dell&#8217;individuo, dal punto di vista fisico, mentale e infine spirituale.</p>
<p>Nei giorni nostri si è voluto proporre il <strong>kyudo</strong> come una disciplina sportiva, focalizzando di più su fattori meramente esteriori di forma ed &#8220;eleganza&#8221; che sull&#8217;efficacia della tecnica e della coordinazione soggettiva dell&#8217;individuo. Dunque, il criterio di giudizio e di qualificazione vengono spostati dalla dimensione tecnico-pratica, a quella che concerne i fattori esteriori.</p>
<p><a id="Immagini" name="Immagini"></a></p>
<h2><span class="mw-headline">Immagini</span> <span class="editsection" style="font-weight:normal;font-size:x-small;float:none;"><span style="font-size:xx-small;">[</span><a title="Immagini" href="http://artemarziale.wordpress.com/w/index.php?title=Kyudo&amp;action=edit&amp;section=1"><span style="font-size:xx-small;">modifica</span></a><span style="font-size:xx-small;">]</span></span></h2>
<table class="gallery" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>
<div class="gallerybox" style="width:155px;">
<div class="thumb" style="width:150px;padding:33px 0;">
<div style="margin-left:auto;width:120px;margin-right:auto;"><a class="image" title="Kyudo4.jpg" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Kyudo4.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/1/17/Kyudo4.jpg/120px-Kyudo4.jpg" border="0" alt="" width="120" height="80" /></a></div>
</div>
</div>
</td>
<td>
<div class="gallerybox" style="width:155px;">
<div class="thumb" style="width:150px;padding:13px 0;">
<div style="margin-left:auto;width:120px;margin-right:auto;"><a class="image" title="Kyudo5.jpg" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Kyudo5.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/7/75/Kyudo5.jpg/80px-Kyudo5.jpg" border="0" alt="" width="80" height="120" /></a></div>
</div>
</div>
</td>
<td>
<div class="gallerybox" style="width:155px;">
<div class="thumb" style="width:150px;padding:33px 0;">
<div style="margin-left:auto;width:120px;margin-right:auto;"><a class="image" title="Kyudo7.jpg" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Kyudo7.jpg"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/c/ca/Kyudo7.jpg/120px-Kyudo7.jpg" border="0" alt="" width="120" height="80" /></a></div>
</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<title>Kenjutsu</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 22:47:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gurufranc</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[arte marziale giapponese da guerra difesa personale kenjutsu katana]]></category>
		<category><![CDATA[arti marziali giapponesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Kenjutsu arte da guerra giapponese Dimostrazione di kenjutsu moderno Il Kenjutsu è un&#8217;arte marziale giapponese costituita dall&#8217;insieme delle tecniche di katana utilizzate durante i combattimenti corpo a corpo; si differenzia dallo Iaido perché le tecniche vengono eseguite solo dopo l&#8217;estrazione della spada dal fodero, mentre nello Iaido tutte le sequenze di tecniche (kata) vengono eseguite [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemarziale.wordpress.com&amp;blog=4851869&amp;post=7&amp;subd=artemarziale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Kenjutsu arte da guerra giapponese</h3>
<p><!-- start content --></p>
<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner" style="width:302px;"><a class="image" title="Dimostrazione di kenjutsu moderno" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Kenjutsu_at_the_Japanese_Garden.jpg"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/88/Kenjutsu_at_the_Japanese_Garden.jpg/300px-Kenjutsu_at_the_Japanese_Garden.jpg" border="0" alt="Dimostrazione di kenjutsu moderno" width="300" height="240" /></a></div>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Kenjutsu_at_the_Japanese_Garden.jpg"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Dimostrazione di kenjutsu moderno</p></div>
</div>
<p>Il <strong>Kenjutsu</strong> è un&#8217;arte marziale giapponese costituita dall&#8217;insieme delle tecniche di katana utilizzate durante i combattimenti corpo a corpo; si differenzia dallo Iaido perché le tecniche vengono eseguite solo dopo l&#8217;estrazione della spada dal fodero, mentre nello Iaido tutte le sequenze di tecniche (<em>kata</em>) vengono eseguite fin dall&#8217;estrazione dell&#8217;arma (<em>Iai</em> vuol dire infatti estrazione in giapponese).</p>
<p>Si può tranquillamente affermare che il kenjutsu si trova a livelli inferiori (in raffinatezza delle tecniche) rispetto allo Iaido, poiché utilizzato in guerra contro molteplici avversari (difatti le tecniche consistono in una serie di tagli dati verticalmente, orizzontalmente e diagonalmente al fine di annientare più &#8220;corpi&#8221; possibili nelle vicinanze del guerriero).</p>
<p>Bisogna fare molta attenzione nel non confondere il kendo con il kenjutsu. Infatti la differenza tra i due termini sta proprio negli ideogrammi che li compongono. Il Ken-Jutsu sta per &#8220;Arte della spada&#8221; (da jutsu: arte, tecnica) mentre il Ken-Do sta per &#8220;Via della spada&#8221; (da do: via, intesa in senso spirituale), inoltre bisogna comprendere la vera differenza tra queste, il kenjustu è un&#8217;arte, arte di uccidere nonche marziale; il kendo è nato com sport, non come arte marziale(infatti il vincitore è il primo che assegna il colpo facendo punto, in una situazione normale nel kenjustu, i due combattenti potevano arrivare ad un punto di morte nello stesso momento o anche, il primo feriva una parte del corpo poco dannosa del secondo, questo poteva attaccare subito dopo l&#8217;avversario in un punto vitale, vincendo il duello, come si puo immaginare in quest&#8217;ultima situazione in kendo avrebbe vinto il primo combattente, in kenjustu il sencondo combattente avrebbe vinto anche se ferito)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemarziale.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemarziale.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemarziale.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemarziale.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemarziale.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemarziale.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemarziale.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemarziale.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemarziale.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemarziale.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemarziale.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemarziale.wordpress.com/7/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemarziale.wordpress.com/7/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemarziale.wordpress.com/7/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemarziale.wordpress.com&amp;blog=4851869&amp;post=7&amp;subd=artemarziale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>

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			<media:title type="html">Dimostrazione di kenjutsu moderno</media:title>
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	</item>
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		<title>Kendo</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 17:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gurufranc</dc:creator>
				<category><![CDATA[arti marziali giapponesi]]></category>
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		<description><![CDATA[Welcome to WordPress.com. Kendō (剣道), arte marziale (scherma) di origine giapponese evolutasi come versione sportiva delle tecniche di combattimento con il katana anticamente utilizzate dai samurai nel kenjutsu. Kendō significa letteralmente &#8220;La via (dō) della spada (ken)&#8221;. Bokken Si pratica indossando un&#8217;armatura (bogu) costituita da men (a copertura di testa, viso, spalle, gola), dō (corpetto rigido), tare (intorno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemarziale.wordpress.com&amp;blog=4851869&amp;post=1&amp;subd=artemarziale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Welcome to <a href="http://wordpress.com/">WordPress.com</a>.</p>
<p><strong>Kendō</strong> (剣道), arte marziale (scherma) di origine giapponese evolutasi come versione sportiva delle tecniche di combattimento con il katana anticamente utilizzate dai samurai nel kenjutsu. Kendō significa letteralmente &#8220;La via (dō) della spada (ken)&#8221;.</p>
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<div class="thumbinner" style="width:352px;"><a class="image" title="Kenjyutsu-meiji-jidai.JPG" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Kenjyutsu-meiji-jidai.JPG"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1b/Kenjyutsu-meiji-jidai.JPG/350px-Kenjyutsu-meiji-jidai.JPG" border="0" alt="" width="350" height="261" /></a></div>
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<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Kenjyutsu-meiji-jidai.JPG"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
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<div class="thumbinner" style="width:302px;"><a class="image" title="Bokken" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Bokken.jpg"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/5/56/Bokken.jpg" border="0" alt="Bokken" width="300" height="97" /></a></div>
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<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://artemarziale.wordpress.com/wiki/Immagine:Bokken.jpg"><img src="http://artemarziale.wordpress.com/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Bokken</p></div>
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<p>Si pratica indossando un&#8217;armatura (<em>bogu</em>) costituita da <em>men</em> (a copertura di testa, viso, spalle, gola), <em>dō</em> (corpetto rigido), <em>tare</em> (intorno ai fianchi), <em>kote</em> (guanti rigidi). La classica sciabola (katana) è stata sostituita dal <em>bokutō</em> (detto anche <em>bokken</em>), usato solo per una serie di dieci esercizi, i <em>kata</em>, che racchiudono l&#8217;essenza del kendō, e dallo <em>shinai</em>, una spada costituita da quattro listelli di bambù uniti dal manico di pelle (<em>tsuka</em>), che è usata per il combattimento vero e proprio (<em>jigeiko</em>).</p>
<p>In un combattimento, è lecito colpire a <em>men</em>, <em>kote</em>, <em>dō</em> o <em>tsuki</em> (gola), e la vittoria è data al primo che realizza due colpi convalidati dagli arbitri. Complessi sono gli influssi religiosi e le tradizioni giapponesi nella pratica e nella gestualità: il kendō non è visto come una tecnica di combattimento, ma come un percorso di crescita personale; in questo senso, si dice che il <em>kendōka</em> (colui che pratica il kendō) deve essere grato al compagno che lo colpisce perché gli mostra i suoi punti deboli, e deve colpire con spirito di generosità.</p>
<p>La pratica si svolge all&#8217;interno di un <em>dōjō</em>, un&#8217;ampia stanza con pavimento ricoperto di parquet; solitamente si inizia e finisce sempre con il triplice saluto (al dōjō, ai compagni e al maestro), c&#8217;è un breve riscaldamento che coinvolge tutte le catene muscolari e poi si passa allo studio delle tecniche vere e proprie per poi, alla fine, passare alla pratica del <em>jigeiko</em>.</p>
<p>Vi sono gare di kendō, dirette da tre arbitri che assegnano i colpi secondo la filosofia del <em>ki-ken-tai-ichi</em> (気剣体一致): spirito, spada e corpo devono essere nel colpo un tutt&#8217;uno armonico affinché questo possa essere considerato valido. Allo scopo di valutare la presenza del <em>ki</em>, dello spirito, nel colpo, è stata introdotta la regola che impone a chi colpisce il <em>kiai</em>, un grido di concentrazione, al momento del colpo.</p>
<p>Vi sono campionati italiani, europei, mondiali, ma non è sport olimpico, poiché la federazione giapponese non ha ancora preso decisioni in tal senso, anche se ci sono alcune federazioni che spingono perché il kendo diventi sport olimpico. Il kendō, insieme allo iaidō ed al jōdō afferisce alla Zen Nippon Kendō Renmei (全日本剣道連盟), associazione giapponese che ne promuove lo sviluppo a livello mondiale.</p>
<p> </p>
<p><a id="Storia" name="Storia"></a></p>
<h2><span class="mw-headline">Storia</span> <span class="editsection" style="font-weight:normal;font-size:x-small;float:none;"><span style="font-size:xx-small;">[</span><a title="Storia" href="http://artemarziale.wordpress.com/w/index.php?title=Kend%C5%8D&amp;action=edit&amp;section=1"><span style="font-size:xx-small;">modifica</span></a><span style="font-size:xx-small;">]</span></span></h2>
<p>Kendo, &#8220;Il cammino della spada&#8221;, esprime l&#8217;essenza delle arti di lotta giapponesi. Dal suo primo governo, durante il periodo Kamakura (1185-1233), l&#8217;utilizzo della spada, insieme all&#8217;equitazione e il tiro con l&#8217;arco sono stati tra i maggiori interessi nella preparazione militare dei diversi clan che si contendevano il territorio. Il kendo si sviluppò sotto una forte influenza del buddismo zen, per cui il samurai sentiva l&#8217;indifferenza della propia vita nel bel mezzo della battaglia, la quale era considerata necessaria per la vittoria nei combattimenti individuali (si veda il concetto buddista della realtà illusoria della vita e della morte. A partire da quei tempi molti guerrieri sono stati rappresentati nella pratica del kendo, gli stessi che costituirono le prime scuole tra cui &#8220;Itto-Ryu&#8221; (scuola della spada unica) e il &#8220;Muto&#8221; (scuola senza spada). Oggi al posto delle katane si usano delle spade di legno (oppure di bambù) a forma di &#8216;kata&#8217; e si indossano delle solide armature. Concetti come il Mushin o &#8216;mente vuota&#8217; sono diffusi dal buddismo zen e sono l&#8217;essenza del kendo. Fudoshin o &#8216;mente impassibile&#8217; sono concetti attribuiti al dio <em>Fudo Myo-Ō</em> (Akala), uno dei cinque &#8220;re della luce&#8221; nel buddismo shingon. Nel 1920, laDai Nippon Butoku Kai (大日本武徳会, l&#8217;organizzazione promotrice della fondazione giapponese di arti marziali) ne ha cambiato nome da Gekiken (撃剣, spada che colpisce) in Kendo!</p>
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